Laboratorio teatrale - Le differenze

Laboratorio teatrale sull’accettazione delle differenze

"Il brutto anatroccolo, spaventato, abbassò la testa , ma vide la sua immagine riflessa nell’acqua e con grande stupore si accorse che non era più un brutto anatroccolo, ma si era trasformato in un bellissimo cigno"

In una nidiata di anatroccoli, uno è grigio, grande e goffo. Sebbene la madre cerchi di coccolarlo, è evidente che il piccolo è diverso dagli altri; tanto che alla fine decide di fuggire alla ricerca di un luogo dove nessuno lo faccia sentire diverso, dove nessuno lo prenda in giro.

Un giorno, il piccolo giunge presso uno stagno dove nuota un gruppo di splendidi cigni.

Attratto dalla loro bellezza, si avvicina e rimane sorpreso quando gli splendidi animali lo accolgono come lo stessero aspettando da tempo.

Guardando il proprio riflesso nell’acqua, il protagonista si accorge di essere lui stesso un cigno e diventa così finalmente felice.

Tratto da:
Il brutto anatroccolo di Hans Christian Andersen

TEMATICHE:
Questa storia viene spesso considerata una metafora delle difficoltà che spesso bambini e adolescenti sperimentano durante la loro crescita. La fiaba viene spesso raccontata per rinforzare l'autostima dei bambini e far loro accettare eventuali differenze che li dividono dal "gruppo"; o addirittura, essere fieri di tali differenze, che potrebbero in realtà rivelarsi un dono.
La favola sottolinea anche il valore della famiglia e dell’appartenenza: solo quando si è voluti bene e si riconosce la propria identità possiamo anche accettare meglio noi stessi
Il progetto prevede 12 incontri da un’ora per classe.